Mappa e origini dei dolci napoletani

Mercoledì, 18 Gennaio 2017

Categoria: Curiosità

Mappa e origini dei dolci napoletani

La pasticceria napoletana è da sempre riconosciuta per la sua raffinatezza e varietà. Molti dei suoi cavalli di battaglia hanno origini lontane, portati dalle dominazioni straniere che di volta in volta si sono contese il trono della nostra città. Altre preparazioni invece nascono in luoghi più nascosti, lontano dai rumori della vita mondana, nei moltissimi monasteri cittadini che ricoprono Napoli con una rete fittissima.
Alla scoperta di alcune ricette tradizionali, abbiamo deciso di soffermarci più ampiamente su una ricerca generale che ci riconducesse alle origini di preparazioni più o meno conosciute della tradizione dolciaria partenopea!

Tra Cinquecento ed Ottocento La confezione di dolciumi fu una occupazione consuetudinaria delle monache e creò una curiosa mappa basata sulla fama e peculiarità dei prodotti di ciascun monastero: il 'divino amore' (dolce di pasta e mandorle) fu inventato nel convento omonimo; la pasta reale o marzapani (detti 'mattoni') nel convento di S. Maria Maddalena dove furono impastati anche i primi roccocò nel lontano 1320 . I biscotti di galera dalle consorelle agostiniane di S. Mariiaca. La torta di rosa e ricotta, farcita di panna e mirtilli, veniva sfornata dalle benedettine di S. Gregorio Armeno, in occasione della festa della Madonna dell’Idria (o della Rosa); la 'sfogliatona' di pasta frolla era confezionata nel convento di S. Maria Regina Coeli; mentre nel Monastero della SS. Trinità si produceva la torta di bocca di dama e in quello di Donnaromita le foglie di rose candite. Le clarisse di S. Chiara invece erano note per marasche sciroppate, perette in barattolo, raffioli, la frittella-zeppola e anche mostaccioli e sanguinaccio, per cui fu utilizzato il pregiato cioccolato, grazie al quale sembra che il sanguinaccio venisse consumato anche in periodo quaresimale.


Restano sconosciute, perché forse assai remote, le origini della Pastiera, così come dell’acqua dei fiori d’arancio, la cui versione odierna fu messa a punto in un antico monastero napoletano rimasto ignoto.
il napoletanissimo babà invece non è nato alle falde del Vesuvio ma nel freddo Nord, precisamente in una cittadina francese chiamata Luneville ai confini con la Germania. A inventarlo fu un re polacco, Stanislao Leszczinski e ancora oggi esiste un dolce, baba senza accento (ossia slavo e non francese), nella sua Polonia.
Anche la sfogliatella non vede le sue origini in città, ma quanto meno nei suoi dintorni, nasce infatti nel XVIII secolo nel conservatorio di Santa Rosa da Lima, che si trova a Conca dei Marini, sulla Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno.
Un'ipotesi probabile sull'origine degli struffoli è invece di derivazione spagnola. Esiste infatti, nella cucina andalusa, un dolce estremamente simile agli struffoli, il piñonate, che differisce dal dolce napoletano solo per la forma delle palline di pasta, che sono più allungate. La parentela tra struffoli e piñonate potrebbe risalire al lunghissimo periodo di vicereame spagnolo a Napoli.
Quanto all’arrivo delle graffe in Campania si fa risalire al periodo della dominazione austriaca, in seguito al trattato di Utrecht, nel corso del XVIII secolo. Questi dolci, infatti, sono una rielaborazione dei Krapfen austriaci, piccoli impasti fritti ripieni di confettura.
Non manca neanche un'ipotesi sull'origine napoletana della zuppa inglese. A Napoli, durante la Repubblica Partenopea, l'ammiraglio Francesco Caracciolo venne sconfitto da Nelson. Re Ferdinando I°, al quale gli inglesi avevano restituito il trono, volle onorarli dando una festa in onore dell'ammiraglio inglese. Al momento di servire il dessert, che il cuoco che avrebbe preparato con avanzi di dolci secchi, rum e crema pasticcera, il maggiordomo avrebbe detto al cameriere: "Porta questa zuppa all'inglese!". Una variante dice che il dolce sarebbe stato preparato all'ultimo momento per sostituire quello fatto cadere maldestramente in terra da un cameriere.

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  • COMMENTI A BOCCA PIENA

    anna

    10. Dicembre, 2012 |

    ma che bel blog, e io mi fermo qui...
    bellissima ricetta, la proverò!!1

    elena

    elena

    23. Novembre, 2012 |

    Questo blog mi fa venire proprio fame...e anche voglia di cucinare. Brave le Cuoche in giro!

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